CHI SONO


ELIO CAVONE

Elio Cavone ha un formazione pittorica, che risente anche degli influssi che ricevette durante il primo soggiorno parigino del 1978. Alla metà degli anni ottanta realizza due cicli Frammenti e Interi che rappresentano una rilettura dell’opera del pittore catalano Joan Mirò; l’arte astratta, che già caratterizzava il lavoro di Cavone si lega così agli archetipi mediterranei.
La tappa successiva della sua evoluzione artistica è rappresentata dallo studio dell’Action Painting americana, esemplificata nel lavoro di Jackson Pollock, che accentua la centralità del gesto che modifica il rapporto con la superficie pittorica.
Dopo aver esplorato il mondo della pittura ed essersene nutrito, Cavone giunge, alla metà degli anni novanta, a un rigore compositivo ottenuto con la piena padronanza dei diversi materiali che utilizza: metallo, gesso, antirombo su tela, grafite e smalti. È una costruzione materica, vivificata dagli intrecci e dalle forme che assopiscono la geometrizzazione raggiunta.
L’artista ha partecipato a molte esposizioni collettive in gallerie private, tra le ultime, all’Arketip’Art Gallery di Termoli nel 2007 e pubbliche presso la Pinacoteca di Macerata nel 1990 e a rassegne internazionali come la XXXXVIII Mostra Internazionale d’Arte Contemporanea di Termoli “Thalatta Thalatta” , a cura di Achille Bonito Oliva. Cavone è molto sensibile alle iniziative di Kalenarte, partecipa alla mostra “Tres Mol”, curata da Francesco Gallo, nel 1994 ed progetta per l’occasione Aratura un solco di dimensioni monumentali, che scava la terra e disegna sulla collina una porzione di speranza, un terreno arido che rimosso “vuole mettere a nudo un nuovo e più fruttuoso “terreno” (Cavone). f. r.